Maggio 7, 2007...10:41 pm

Arance

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Non ne va una dritta. Giornata da stare a letto.

Però sono in piedi, e ho già avuto la mia dose di dispiacere senza che mi faccia dell’altro male.
Allora esco, vado a fare la spesa. Torno, sistemo la roba in frigo, mi accorgo che non ho comprato la frutta. Arance, d’inverno cosa vuoi trovare? Esco di nuovo, dopo aver controllato le mail. Nella speranza che qualcosa mi cambi umore. Macché.
Cambio negozio. Fruttivendolo, non supermercato. Davanti a me c’è una donna che compra un pacchetto di sigarette. I chioschetti vendono di tutto. Aspetta il resto e mi guarda con l’aria di sfida.

Devo avere una faccia da cazzo stamattina.
Faccio i gradini dei quattro piani due a due per tenere allenati gambe e culo. Mi sento addosso non cordialità, nemmeno indifferenza, e neanche fastidiosa curiosità; ma sfida, confronto, come se io, maldestro come sono, minacciassi il loro spazio personale.

Mi succede con uomini e donne, indistintamente.
Succede quando me ne sto fermo, o zitto, o vado dritto per la mia strada. Senza badare troppo agli altri. In realtà ci bado eccome. Ho sempre i sensi all’erta. È un’inconscia tattica di sopravvivenza, sviluppata negli anni. La complementarietà. Ho due centimetri di gamba destra in meno. Cercare di essere in sintonia è una priorità.

Così mi accorgo di certi meccanismi che sfuggono facilmente. L’atteggiamento di confronto in cui sbatto quando non sono io a salutare per primo. Se lo faccio, tutto scorre liscio. La gente risaluta. Sorride anche. Attaccano discorso, o accennano una gentilezza col capo. Se non parto subito, vengo percepito come incazzato, o presuntuoso, non so. A volte mi hanno detto, molto tempo dopo averli conosciuti, che si erano chiesti perchè tanto astio. E si erano anche risposti. Allora ho cambiato la foto sulla finestrella della chat. Di spalle, così almeno hanno ragione.

Mica li mangio.
Non credo che il mondo sia pieno di bastardi da cui guardarsi. Le persone sono persone, e non minacce, o limitazioni, ma possibilità. Però mi trovo a dover dichiarare con un sorriso la mia innocuità. Con le balle girate. Grosse come arance.

1 Commento

  • ho cercato sul motore di ricerca..chiaccherare,ho provato a tel a qualche persona da me conosciuta….oh ..hanno tutti “cheffare”.Poi mi sono imbattuta in questo blog e leggendo i pensieri sulle arance…non ho fatto altro che sorridere durante la lettura perchè mi succede la stessa cosa….mi sa che di spalle dovrò fare una foto anch’io!
    Simpaticissimo
    Ciao.


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