Sul pullman Raul dormiva da più di un’ora.
Svegliandosi, si ritrova a passare in mezzo a edifici multipiano, camion, traffico. Capisce che deve esserci, non capisce come. Gli sembra una città grande, e aveva l’idea che tutto sommato Stoccolma non lo fosse. Pare proprio che si sia sbagliato.
Il pullman continua a viaggiare, e percorrono una specie di altopiano che sovrasta la città. Raul può vedere l’acqua, forse il mare, o un canale, o dei fiordi. Ancora non ha capito com’è messa geograficamente. Lo colpisce in lontananza una cupolona bianca immensa, come quella di uno stadio coperto. Poi grappoli di case e condomini affacciati sull’acqua, e due palloni areostatici, uno rosso l’altro bianco, appesi lassù a qualche filo.
E la luce, impossibile per Raul non notarla. Un cielo blu scuro, e delle nuvole accecanti. La luce che si sparge orizzontale in fasci bianchi e gialli. Romanzesca.