La porta del mio appartamento scivola silenziosa sul marmo grigio. Il pianerottolo delle scale al quinto piano ha una cosa orrenda attaccata al muro, una struttura reticolare di ferro a cui sono attaccate delle figure geometriche in lamiera e legno. Non mi sono mai avvicinato più di tanto alle opere d’arte.
Si apre uno squarcio sul vuoto. Inaspettato come la grandine di pomeriggio.
La porta spalancata dell’appartamento di fronte. Dentro è tutto vuoto. Non ho mai pensato che potesse essere vuoto. Anni fa, in un’altra città, morì il vicino di pianerottolo, e non ce ne accorgemmo fino a quando non si vide il viavai sulle scale. I parenti in visita, la porta lasciata aperta. Affiora adesso lo stesso disagio.
Non so chi ci abitava e non so chi verrà. Vedo il salone d’ingresso col legno in terra, e le pareti del corridoio. Sento le voci dell’agente immobiliare che spiega. Chiudo e scendo le scale. Sono di marmo.