Tira fuori la mano dalla tasca e con l’indice comincia a scrivere sulla vetrina del kebab shop. Gesti precisi. Da dentro lo guardano. Da fuori sembrano calcoli matematici. Usa la lastra di vetro al posto della lavagna. Addizioni e divisioni, direi. Si ferma, valuta, ne rifà delle altre. Passa il dito sul vetro più volte.
Ormai l’ho superato, passandoci di fianco, ma mi volto indietro.
Lo vedo che pensa al risultato. Saluta quelli del negozio, e prende per la stazione.