Sono in fila al bancone della polizia di frontiera.
Due persone avanti, c’è quello che sembra un’autista di autobus. Non so perché, forse dai vestiti, o perché sembra avere in mano un sacco di documenti. Quando tocca a lui, passa dalla finestrella un passaporto. Il funzionario lo prende di malavoglia, lo apre e ne tira fuori due banconote che mette sotto il bancone con aria scocciata.
Una gran seccatura, questi tizi che chiedono favori.
Continua a guardare e timbrare passaporti aspettando la fine del turno.