Guardiamo Sex and the City sul lettone. Stine si alza per farsi un té. Susanne ed io la seguiamo con lo sguardo e non riusciamo a decidere se ne vogliamo uno anche noi. Eterna generazione di indecisi, direbbe mia madre.
L’episodio finisce ma nessuno capisce come. Sembra che abbiano lasciato fuori un pezzo. Non ha molto senso, così. Susanne si ricorda che il tizio di prima, quello dell’sms per il quale ci ha chiesto consigli, se scrivere, o non scrivere, o aspettare, eccetera, non ha risposto. Io penso che non risponderà, e glielo dico. È una di quelle cose per tenere sulle spine qualcuno. Stine e Susanne annuiscono complici, ma faccio notare che stavolta si trovano dall’altra parte. Non è che la cosa le sconvolga, anzi.
La mattina dopo entrano nella mia stanza e mi trovano addormentato a pancia sotto.
Mi svegliano. Mi tiro su, e vado dritto in cucina a farmi il caffé. Alla faccia di mia madre.