Prendo soldi da chi lavora per me. Tecnicamente sono tangenti. Io li chiamo contributi, oppure favori. Tra gente che si capisce al volo. Appuntamento alla festa latinoamericana sulla spiaggia di Viareggio. Un posto del cazzo, con tanta gente che fa finta di divertirsi e magari qualcuno che si diverte davvero. Dopo aver girovagato per un’ora, alla fine mi apposto vicino all’ingresso.
Arriva Marco. Battute, chiacchiere, risate. È un tipo a posto, forse anche buono. Tra i due, il viscido sono io. Dopo un po’ mi fa presente che ha quattromila euro in tasca e non vuole certo tenerli lì tutta la sera. Specie in un posto come quello. Ci spostiamo in un angolo, infila la mano e tira fuori un rotolo di fogli da 100. Prendo e passo nella mia tasca. Ora sono a posto. Forse anche buono.