Fahre\’n\’Heit

Settantaquattro

Posted in microStorie [Italian] by alcramer on agosto 4, 2007

Lo schienale della sedia fa male. Sono sedie di plastica grigia, appoggiate al muro del corridoio d’ingresso, davanti al gabbiotto delle informazioni.
Una ragazza parla con un signore anziano. Viso fresco, jeans e canottiera e un gran daffare per comunicare con una generazione distante. Aspetta di ritirare il libretto sanitario per lavoro. Mi chiedo cosa faccia. L’hanno presa in un ristorante, o in qualche servizio catering, o in un caffé del centro. Forse fa prove di comunicazione con la clientela. L’uomo è vestito elegante e sobrio. Pantaloni grigi e camicia bianca, le scarpe sono lucide. Sta aspettando da mezz’ora per un numero di telefono. Capisce certo che se tutti passassero davanti senza aspettare il turno non si finirebbe più, ma certo far la coda per ritirare un foglietto con un numero è assurdo.

Lo schienale fa sempre più male, o la mia schiena è sempre più insofferente. Mi giro e vedo una striscia gialla solcata nel muro dal bordo delle sedie. Una ferita aperta che non sanguina.

Tutti quegli sbarchi di clandestini, di africani – e badi bene, tutti musulmani – sulle nostre coste. Sono programmate. Questa è la questione. Dalle grandi nazioni islamiche. Se no, chi glieli dà i soldi per venir qui?
Con la coda dell’occhio vedo la ragazza annuire, ma non confermare.

A me dispiace per voi giovani. Mi dispiace per i miei nipoti. Ché io le mie cinque pagnotte le ho già avute.

Numero settandue. La ragazza si alza e saluta. A me restano ancora due numeri. Mi giro ancora, stavolta sul fianco, per non sentire lo schienale. Per non affrontare nulla.

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