Fahre\’n\’Heit

Marmo

Posted in microStorie [Italian] by alcramer on agosto 4, 2007

La porta del mio appartamento scivola silenziosa sul marmo grigio. Il pianerottolo delle scale al quinto piano ha una cosa orrenda attaccata al muro, una struttura reticolare di ferro a cui sono attaccate delle figure geometriche in lamiera e legno. Non mi sono mai avvicinato più di tanto alle opere d’arte.

Si apre uno squarcio sul vuoto. Inaspettato come la grandine di pomeriggio.

La porta spalancata dell’appartamento di fronte. Dentro è tutto vuoto. Non ho mai pensato che potesse essere vuoto. Anni fa, in un’altra città, morì il vicino di pianerottolo, e non ce ne accorgemmo fino a quando non si vide il viavai sulle scale. I parenti in visita, la porta lasciata aperta. Affiora adesso lo stesso disagio.

Non so chi ci abitava e non so chi verrà. Vedo il salone d’ingresso col legno in terra, e le pareti del corridoio. Sento le voci dell’agente immobiliare che spiega. Chiudo e scendo le scale. Sono di marmo.

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Creeping

Posted in microStorie [Italian] by alcramer on giugno 7, 2007

Per raccogliere fatti e prove testimoniali, zia Nora ha sviluppato una tecnica sopraffina per apparire nell’appartamento dei miei senza farsi sentire. Scende le scale come un gatto a caccia. Impugna la chiave infilata nella serratura esterna senza fare rumore, tira, rilascia, spinge un poco, entra. Cammina rasenta ai muri del corridoio, a volte nel buio, e appare fantasmatica sulla porta della cucina, spingendola appena. A quel punto la conversazione in genere va avanti facendo finta di niente ma cambia leggermente tono, omettendo le parole più dirette, e magari rivolgendole un invito se vuole qualcosa per cena. L’imbarazzo è papabile. La vecchia pantera rinsecchita con l’istinto del predatore ha colpito ancora.

Tempi così. Mia nonna sposa tre fratelli, uno dopo l’altro, e muoiono tutti prima di lei. Le due sorelle di mio padre sposano due fratelli. Anche mio padre e suo fratello, di cui porto il nome, sposano altre due sorelle, mia madre e zia Nora. I due fratelli costruiscono insieme una casa ma la intestano a uno solo di loro. L’altro muore dopo averla finita, e zia Nora diventa un’ospite mal sopportata nella sua stessa casa.

Per sopravvivere, sviluppa negli anni un’amarezza scientifica. Si fa una ragione a proposito del mondo avverso, e lavora sulla sua tesi attraverso osservazioni empiriche. Nel frattempo raccoglie fatti e prove.

Trauma

Posted in microStorie [Italian] by alcramer on maggio 25, 2007

Quella settimana d’ospedale, ricoverato con una diagnosi di trauma cranico, esalta il senso di vittimismo di Antonio. Ora non è solo lui che sa, è un’intera classe. Compagni, maestra, genitori degli altri, un’intera comunità. Un colpo di fortuna sfacciato, esser lì. Col pigiama azzurro in sintetico.

Lo hanno spinto contro una porta e gli hanno rotto il setto nasale.

Rilegge la lettera che la maestra ha obbligato tutti a scrivere. Un pensierino ciascuno. Già se li vede. Da buon secchione si guarda riga per riga quelle frasi fatte. Lara, l’immaginario erotico per i successivi vent’anni. Sandro, sgrammaticato e mezzo in dialetto. Timido e selvaggio, alto e forte, di cognome fa Druzz, il che lo definisce più di ogni altra cosa. Con lui e un paio d’altri, quando Antonio ha la casa libera perché i suoi sono al mare, organizzano delle interminabili partite a Monopoli, e delle disgustose paste col tonno e pomodoro che sanno di ossido di zinco, e che finiscono vomitate dalla finestra, dopo tutto l’alcool e le sigarette che si fanno. Il pensierino di Mattia è praticamente nullo, due parole: torna presto. Come il suo sorriso senza denti, e quelli che ha sono neri. Fuma come un turco, guida un Benelli, e se la cava abbastanza con motori, trattori e bestemmie. Le cose di base, insomma. Mario è basso e atletico, gioca superbene a pallamano e a qualsiasi altra cosa. Un anno ha vinto il titolo di campione provinciale dei 400 ostacoli. Ha corso da solo, non c’erano altri iscritti. Ma l’avrebbe vinta comunque. Bernardo invece è dinoccolato e inguardabile. Tre anni per diventare un contadino provetto a una scuola agraria. Non che l’esperienza manchi a qualcuno di loro, guidano il trattore da quando hanno sei anni. E gli incidenti sul lavoro fanno più morti del cancro.

È una lettera piena di spunti interessanti. Guarisci presto. Torna tra noi. Vaffanculo a te e al tuo naso, stronzo. Ti rispalmerei volentieri su quella porta. Antonio se la guarda e riguarda, riga per riga. La vittima perfetta.

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