Fahre\’n\’Heit

Cena fuori

Posted in microStorie [Italian] by alcramer on novembre 26, 2007

È accucciata sul sedile, con le ginocchia rivolte verso lo schienale, e le labbra socchiuse sulla cappella.

Guardo la strada, faccio attenzione. A volte qualcosa mi sale fino al cervello, ma in fondo mi piace più l’idea del pompino mentre guido, che non il pompino stesso. Mi piace vederla così, con la gonna un po’ su per potersi accoccolare, la testa sopra le mie gambe. L’atto in sé è bello ma non da mandare in estasi. Fuori città vado comunque piano. C’è un semaforo rosso, mi fermo in colonna. Siamo in mezzo a uno slargo con case e bar. E persone in giro.

Dico a Monica di stare giù, che c’è gente. Le piace questa cosa. Anche a me.

Riparto, e la sento ripartire. Va giù con tutta la bocca, è caldissima. Si ferma. Lo tocca appena con la lingua. Lo ingoia di nuovo, di colpo. Stavolta sento, eccome. Svolto per il viale alberato che attraversa i campi fino alla collina. Mi devo fermare. Ha vinto lei.

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Hana Be

Posted in microStorie [Italian] by alcramer on maggio 20, 2007

A me i fuochi d’artificio non sono mai piaciuti. Li ho sempre trovati patetici. Tutte quelle fiamme, stelle, spirali e rivoli che scintillano e scompaiono in un attimo. Svaniscono prima del botto che fanno.

Sono nel mezzo di un incrocio, a metà dei diciotto secondi che lampeggiano sul conto alla rovescia del semaforo. Il tempo che a Copenaghen ti viene concesso per attraversare la strada. O il tempo che ti puoi prendere, per attraversarla.

Mi accorgo, lì nel mezzo dell’incrocio, che è quasi mezzanotte e il cielo è blu e azzurro insieme. Blu scuro in alto, sopra la mia testa. Diminuisce di intensità verso i lati, e sopra il canale, oltre i tetti delle case, è azzurro chiaro. Come un cartoncino sfumato, con qualche nuvolone che interrompe la gradazione.

Di colpo uno sfiammeggiare nel cielo, giallo e rosso chiaro. Non me l’aspetto. Penso veloce a qualche ricorrenza, capodanno, patrono, festa nazionale, o qualcosa sul giornale. Non mi viene niente. Non mi rendo conto ma resto a guardare intonito. Mi sa che qualcuno ha semplicemente voglia di fare un po’ di festa e spara razzi in cielo. Mi prende di sorpresa.

Così scopro, dopo 37 anni, che i fuochi d’artificio mi piacciono.

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