Fahre\’n\’Heit

Tre parole

Posted in microStorie [Italian] by alcramer on agosto 4, 2007

Non parla.

A scuola dicevano che quando era incazzato stava zitto. Forse è vero, allora. Mi dice che gli sembrano tutti tafani liberi aldiquà del vetro, vestiti da Vogue. Allora Claudio mette il muso mentre gira per le parti chic della città. È una reazione incontrollata, pensa, non posso farci niente, ma lo realizza sempre e solo dopo.

Tiene suo figlio in braccio mentre cammina. Ha tre settimane, e gli piace essere steso di schiena sull’avambraccio di suo padre, con una mano a reggergli la testa. Guardano tutti il bimbo, e a Claudio gli si cuce addosso una faccia da disadattato sociale.

Vorrei essere un agente di commercio, mi ha detto ieri sera quando l’ho visto a casa sua. Poter definire la mia posizione in tre parole. Agente. Di. Commercio. Poi magari aggiungere ‘Utet’ o ‘San Carlo’. Libri. Patatine. Qualsiasi cosa riconoscibile. Fa le prove quando vede maschi curati sui trenta entrare e uscire da bar e negozi, in quelle strade piene di gente. Si guarda nei loro vestiti. Pensa che non è poi male.

Fa il numero dell’agenzia dove ha portato il curriculum, e dice che è interessato alla posizione. Gli passano il tizio del colloquio. Gli faranno sapere quando hanno valutato tutti i candidati.

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Creeping

Posted in microStorie [Italian] by alcramer on giugno 7, 2007

Per raccogliere fatti e prove testimoniali, zia Nora ha sviluppato una tecnica sopraffina per apparire nell’appartamento dei miei senza farsi sentire. Scende le scale come un gatto a caccia. Impugna la chiave infilata nella serratura esterna senza fare rumore, tira, rilascia, spinge un poco, entra. Cammina rasenta ai muri del corridoio, a volte nel buio, e appare fantasmatica sulla porta della cucina, spingendola appena. A quel punto la conversazione in genere va avanti facendo finta di niente ma cambia leggermente tono, omettendo le parole più dirette, e magari rivolgendole un invito se vuole qualcosa per cena. L’imbarazzo è papabile. La vecchia pantera rinsecchita con l’istinto del predatore ha colpito ancora.

Tempi così. Mia nonna sposa tre fratelli, uno dopo l’altro, e muoiono tutti prima di lei. Le due sorelle di mio padre sposano due fratelli. Anche mio padre e suo fratello, di cui porto il nome, sposano altre due sorelle, mia madre e zia Nora. I due fratelli costruiscono insieme una casa ma la intestano a uno solo di loro. L’altro muore dopo averla finita, e zia Nora diventa un’ospite mal sopportata nella sua stessa casa.

Per sopravvivere, sviluppa negli anni un’amarezza scientifica. Si fa una ragione a proposito del mondo avverso, e lavora sulla sua tesi attraverso osservazioni empiriche. Nel frattempo raccoglie fatti e prove.

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