Fahre\’n\’Heit

Posto fisso

Posted in microStorie [Italian] by alcramer on novembre 27, 2007

Il portone dove lavora suo zio è sempre aperto. È una sede dell’Enaip o qualcosa del genere. Entriamo e andiamo su.

All’Enaip non ci va mai nessuno, e mi pare uno di quei posti da imboscati. Perfetto per un posto fisso, e per qualcos’altro. Ci fermiamo sul giroscale tra il secondo e il terzo piano. Mi fermo su uno scalino d’angolo, e lei ne scende uno. Mi guarda negli occhi. Non è convinta. Le dico solo un po’. È sempre solo un po’.

Mi tira giù la cerniera, piano. Le sposto i capelli, per vedere le labbra che si allargano intorno alla cappella. Guardo le guance che tirano e si infossano. Mi appoggio al muro. Un pompino sul giroscale, solo un po’. A lei sembra non faccia né caldo né freddo. Infatti si stacca e mi dice che non le va. Peccato dico io. Peccato un cazzo dice lei.

E andiamo da suo zio.

Annunci

Occhi, bocche, lingue

Posted in microStorie [Italian] by alcramer on settembre 25, 2007

«Können Sie bitte die Augen zu machen?»
Mi coglie un po’ di sorpresa, devo dire, e lo guardo dritto negli occhi. Il problema è proprio quello. Lo guardo negli occhi. Pare che i dentisti diano fuori di testa quando un cliente li guarda negli occhi mentre stanno limando, trapanando, raschiando nella sua bocca. Prima un disagio sottile, come quello che si sopporta mentre si ha pazienza che la cosa si risolva. Via via che il tempo passa e che l’operazione si fa più complessa, un’inquietudine sempre maggiore, fino a quando non ce la fanno più, a essere guardati, mentre ti guardano.

Deve essere proprio così. Ora che Gotthard Holzhauser, medico dentista in Berlino con studio in Charlottenstrasse 71 mi ci fa pensare, forse non ho mai chiuso gli occhi dal dentista. Potrebbe essere, penso; e mi osservo da fuori come un animale curioso, un caso umano per i dentisti alle cui cure mi sono affidato, una di quelle creature che quando entra nei loro studi disinfettati gli rivolgono un sorriso aperto, da sotto la mascherina, mentre tra colleghi si lanciano un’occhiata. Arriva quello che ti guarda.

Ecco, io sono quello che non chiude mai gli occhi. Gotthard mi ha inquadrato subito, e già alla seconda visita per il ponte tra molare 7 e 8 dell’arcata inferiore destra, col suo berlinese neanche troppo stretto, mi dice senza mezzi termini di farla finita con quella pantomima, e di chiudere ‘sti accidenti di occhi. Punto.

Obbedisco, perdio. È che non c’ho mai pensato. Non me ne sono mai accorto. Nessuno me l’hai mai detto, che tenevo gli occhi aperti, e uno mica se ne accorge, di queste cose qui, se non glielo dicono. Come tenere la bocca aperta mentre si mangia, o la lingua di fuori mentre si disegna. Uno non ci pensa. In effetti facevo tutte queste cose, fino a che non me l’hanno detto. E sono sempre state persone esterne al mio stretto circolo di vita, persone che magari c’entravano poco, o nulla. Uno zio di città, a casa sua, mentre ero impegnato a disegnare robot e astronavi con la lingua penzoloni, me la prende tra due dita ruvide, così, zac, e mi dice «E questa? Perché non sta al suo posto?». Un ex-fidanzato di mia sorella che mi aveva portato a sciare, mentre stavamo mangiando panini dopo una galoppata di fondo, si ferma, mi guarda disgustato e mi fa «Ma la vuoi chiudere quella bocca?». E adesso Gotthard, appunto. Succede così. Quando meno te lo aspetti, e credi che ormai hai raggiunto l’età in cui poche cose ti possano spiazzare, ti arriva una cosuccia da niente tra i denti, che ha l’effetto di una bastonata ben assestata. «Können Sie bitte die Augen zu machen?»

Ha finito, Gotthard. Con gli occhi serrati, la lingua dentro, la bocca chiusa, anch’io ho finito di disegnare robot e mangiare panini. Posso riaprirli. Mi dice che è a posto, niente cibo prima di due ore, non badare se mi fa una strana sensazione di contatto che prima non sentivo, è semplicemente il ponte che si deve riadattare al mio morso. Ok. Mi dice anche che ha notato un’otturazione da rifare, volendo, però può anche aspettare.
Aspetto, Gotthard. Non si sa mai che salti fuori qualcos’altro.

add to del.icio.us :: Add to Blinkslist :: add to furl :: Digg it :: add to ma.gnolia :: Stumble It! :: add to simpy :: seed the vine :: :: :: TailRank

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: